Dal trentesimo anniversario delle Consulte al possibile riconoscimento dell’Ufficio di Coordinamento Nazionale: al centro del confronto con il Ministero anche intelligenza artificiale, dispersione scolastica, sicurezza degli edifici e prevenzione del bullismo.
Roma, 15 ottobre 2026 – Rafforzare il dialogo tra istituzioni scolastiche e studenti, valorizzare la partecipazione attiva dei giovani e affrontare le principali sfide educative del sistema d’istruzione. Sono questi i temi al centro dell’incontro che il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha tenuto al Ministero con i Coordinatori regionali delle Consulte degli studenti, in occasione del trentesimo anniversario della loro istituzione.
L’appuntamento ha rappresentato un’occasione di confronto sulle politiche scolastiche, sulle iniziative promosse dal Ministero e sul ruolo che la rappresentanza studentesca può svolgere nella costruzione di una scuola più attenta alle esigenze delle nuove generazioni.
Il ruolo delle Consulte provinciali degli studenti
Le Consulte provinciali degli studenti sono organismi istituzionali di rappresentanza che consentono ai ragazzi di confrontarsi, elaborare proposte e partecipare attivamente alla vita della comunità scolastica. Operano a livello provinciale e costituiscono un collegamento tra gli studenti, le istituzioni scolastiche e gli interlocutori istituzionali del territorio.
La loro funzione non si limita all’organizzazione di iniziative rivolte ai giovani: le Consulte possono contribuire a far emergere problematiche comuni, promuovere il confronto su temi educativi e sociali e formulare proposte per migliorare l’esperienza scolastica.
Il loro quadro normativo di riferimento è costituito dal D.P.R. 10 ottobre 1996, n. 567 (artt. 6, 6bis, 6 ter), che disciplina le iniziative complementari e le attività integrative nelle istituzioni scolastiche. In questo contesto, le Consulte rappresentano uno strumento importante di educazione alla cittadinanza, alla responsabilità e alla partecipazione democratica.
Il trentennale della loro istituzione offre quindi l’occasione per ribadire un principio fondamentale: coinvolgere gli studenti significa riconoscerli non soltanto come destinatari delle politiche scolastiche, ma anche come interlocutori capaci di esprimere bisogni, idee e proposte.
Verso un riconoscimento istituzionale più forte
Uno dei passaggi più significativi dell’incontro riguarda il riconoscimento normativo dell’Ufficio di Coordinamento Nazionale (UCN), indicato come organismo di confronto sulle principali questioni che interessano il mondo della scuola.
L’obiettivo è rafforzare il ruolo della rappresentanza studentesca, creando un riferimento nazionale più strutturato per raccogliere esigenze, proposte e osservazioni provenienti dai diversi territori.
Se tradotto in un provvedimento concreto, il riconoscimento dell’UCN potrebbe contribuire a dare maggiore continuità al confronto nazionale. Sarà importante verificare quali funzioni gli saranno attribuite, quali saranno le modalità di partecipazione e come verranno valorizzate le proposte provenienti dalle Consulte territoriali.
La partecipazione degli studenti, infatti, non può esaurirsi in incontri occasionali: per essere realmente efficace deve tradursi nella possibilità di esprimere osservazioni, formulare proposte e ricevere riscontri sulle questioni sollevate.
Benessere psicologico e contrasto alla dispersione scolastica
Nel corso del confronto sono state illustrate diverse iniziative ministeriali, tra cui il servizio di supporto psicologico AscoltaMI, gli interventi contro la dispersione scolastica e le misure destinate a migliorare la sicurezza degli edifici.
Il benessere psicologico rappresenta una questione centrale per la scuola. Difficoltà relazionali, disagio personale, isolamento e problemi di integrazione possono incidere sulla frequenza, sulla motivazione e sui risultati degli studenti. Per questo motivo, gli interventi di ascolto e sostegno devono essere accompagnati da un’attenzione costante alle condizioni in cui si svolge la vita scolastica.
Altrettanto importante è il contrasto alla dispersione, che non riguarda soltanto l’abbandono vero e proprio, ma anche le situazioni in cui gli studenti perdono progressivamente interesse, accumulano ritardi negli apprendimenti o faticano a trovare un percorso formativo adeguato.
Le iniziative nazionali possono offrire strumenti utili, ma la loro efficacia dipende anche dalla capacità delle singole scuole di individuare tempestivamente le difficoltà e di costruire risposte adeguate, con il coinvolgimento delle famiglie e dei servizi territoriali.
Intelligenza artificiale: opportunità per la didattica, responsabilità per la scuola
Tra gli argomenti affrontati figura anche la sperimentazione dell’intelligenza artificiale per la personalizzazione della didattica.
L’utilizzo dell’IA può offrire nuove possibilità per adattare materiali, esercitazioni e percorsi di apprendimento alle esigenze degli studenti. Può inoltre contribuire a rendere più accessibili determinati contenuti e a sostenere il lavoro didattico.
Queste opportunità richiedono, tuttavia, un utilizzo consapevole delle tecnologie. L’intelligenza artificiale non può sostituire la relazione educativa, il giudizio professionale dei docenti o il valore del confronto diretto in classe. Occorre inoltre prestare attenzione alla protezione dei dati personali, all’affidabilità delle informazioni generate e al rischio che le differenze nell’accesso agli strumenti digitali aumentino le disuguaglianze.
La sfida consiste quindi nell’integrare l’innovazione tecnologica nella didattica senza perdere di vista la centralità della persona e la funzione educativa della scuola.
Educazione civica, bullismo e cultura del rispetto
Il confronto ha riguardato anche l’educazione civica e digitale, la prevenzione del bullismo e del cyberbullismo e la promozione della cultura del rispetto.
Si tratta di ambiti strettamente collegati alla qualità delle relazioni all’interno delle comunità scolastiche. La prevenzione non può limitarsi agli interventi successivi agli episodi più gravi, ma deve svilupparsi attraverso attività continuative di educazione alla responsabilità, alla convivenza civile e all’uso consapevole degli strumenti digitali.
In questo contesto, le Consulte possono contribuire a diffondere iniziative di sensibilizzazione, raccogliere le istanze dei compagni e promuovere una cultura nella quale il rispetto delle differenze e la tutela della dignità personale siano elementi concreti della quotidianità scolastica.
Resta essenziale il ruolo degli adulti: docenti, dirigenti scolastici e famiglie devono poter contare su strumenti adeguati, procedure chiare e un’effettiva collaborazione per prevenire e affrontare le situazioni di disagio.
I risultati OCSE-PISA e le politiche per il successo formativo
Nel corso dell’incontro, il ministro Valditara ha espresso soddisfazione per i risultati conseguiti dagli studenti italiani nelle rilevazioni internazionali OCSE-PISA e per i progressi richiamati in materia di riduzione della dispersione scolastica.
Sono state inoltre ricordate alcune iniziative del Ministero, tra cui Agenda Sud, Agenda Nord, la filiera formativa tecnologico-professionale del modello «4+2» e la figura del docente tutor.
Si tratta di interventi che si collocano nell’ambito delle politiche per il miglioramento degli apprendimenti, il contrasto ai divari territoriali e il rafforzamento dell’orientamento.
La valutazione dei risultati richiede un’analisi che tenga conto delle differenze tra territori, delle condizioni socioeconomiche delle famiglie e delle risorse disponibili nelle scuole. I dati internazionali costituiscono un riferimento importante, ma devono essere letti insieme alle condizioni concrete nelle quali studenti e personale scolastico operano ogni giorno.
Nuove Indicazioni nazionali e apertura internazionale
Un ulteriore tema ha riguardato il coinvolgimento delle Consulte nella definizione delle nuove Indicazioni nazionali.
La partecipazione degli studenti a questo processo può rappresentare un’occasione per raccogliere punti di vista sulle discipline, sulle competenze da sviluppare e sul rapporto tra percorsi scolastici e trasformazioni della società.
Il confronto si è esteso anche alla dimensione internazionale, con il riferimento alla partecipazione dei rappresentanti delle Consulte ad appuntamenti presso l’UNESCO a Parigi e alle Nazioni Unite a New York.
Secondo quanto comunicato in occasione dell’incontro, si tratta di un’esperienza inedita per la rappresentanza studentesca italiana in contesti internazionali dedicati all’educazione e alla formazione, con l’obiettivo di favorire il dialogo con studenti di altri Paesi.
Le ricadute per le scuole delle province pugliesi
I temi affrontati a Roma interessano direttamente anche le istituzioni scolastiche delle province pugliesi.
Il contrasto alla dispersione, il sostegno agli studenti in difficoltà, la sicurezza degli edifici, l’innovazione didattica e la prevenzione del bullismo sono questioni che richiedono risposte coerenti a livello nazionale, ma anche interventi capaci di adattarsi alle esigenze dei singoli territori.
Per la Puglia sarà importante verificare che le iniziative annunciate si traducano in opportunità effettive per gli studenti e in strumenti utilizzabili dalle scuole. In questa prospettiva, le Consulte possono contribuire a far emergere le necessità locali, promuovendo un dialogo costruttivo con le istituzioni e favorendo la partecipazione dei giovani alle decisioni che li riguardano.
Una scuola che ascolta e coinvolge
L’incontro si è concluso con un confronto sulle proposte avanzate dai rappresentanti degli studenti, nella prospettiva di consolidare la loro partecipazione alla vita della comunità scolastica.
Il rafforzamento della rappresentanza studentesca è un obiettivo importante, che deve procedere insieme alla valorizzazione di tutte le componenti della scuola. La qualità dell’istruzione dipende dalla collaborazione tra studenti, docenti, personale ATA, dirigenti scolastici e famiglie, ciascuno nel rispetto delle proprie funzioni e responsabilità.
Le iniziative sul benessere, sull’innovazione e sulla prevenzione del disagio richiedono anche condizioni organizzative adeguate, formazione, risorse e un sostegno concreto al lavoro quotidiano delle scuole.
Per lo SNALS, seguire l’evoluzione di queste politiche significa guardare non soltanto agli obiettivi dichiarati, ma anche alla loro attuazione concreta, verificando che le misure annunciate siano accompagnate da strumenti efficaci e da condizioni che consentano alle istituzioni scolastiche di realizzarle.
Il trentesimo anniversario delle Consulte offre dunque l’occasione per ribadire il valore della partecipazione giovanile. La sfida è trasformare il dialogo istituzionale in un percorso stabile, nel quale le proposte degli studenti possano trovare ascolto e risposte verificabili, contribuendo a costruire una scuola più inclusiva, consapevole e attenta alle esigenze delle nuove generazioni.
