Approvata la deliberazione della Giunta regionale n. 1485 del 31 ottobre 2026. Confermato per la Puglia il contingente di 565 autonomie scolastiche. Diverse le modifiche agli assetti delle istituzioni scolastiche del territorio regionale, con interventi sul primo e sul secondo ciclo di istruzione. Programmate anche le nuove opportunità per i Poli per l’infanzia nel triennio 2027-2030. L’USR Puglia ha già trasmesso le disposizioni operative agli Uffici territoriali e alle istituzioni scolastiche.
La Regione Puglia approva il Piano di dimensionamento per il 2027/2028
La Giunta regionale della Puglia ha approvato, con deliberazione n. 1485 del 31 ottobre 2026, il Piano di dimensionamento scolastico e di integrazione dell’offerta formativa per l’anno scolastico 2027/2028, insieme alla programmazione dei Poli per l’infanzia per il triennio 2027/2028, 2028/2029 e 2029/2030.
Il provvedimento rappresenta un passaggio importante nella programmazione della rete scolastica regionale e definisce gli interventi di riorganizzazione delle istituzioni scolastiche, le modifiche ai punti di erogazione del servizio, l’integrazione di alcuni percorsi di studio del secondo ciclo e le iniziative riguardanti il sistema educativo integrato dalla nascita ai sei anni.
Il Piano si articola in tre allegati:
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Allegato A: assetto scolastico per l’anno scolastico 2027/2028, con le modifiche riguardanti le istituzioni scolastiche del primo e del secondo ciclo e i CPIA;
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Allegato B: integrazione dell’offerta formativa delle scuole del secondo ciclo di istruzione;
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Allegato C: programmazione dei Poli per l’infanzia per il triennio 2027/2028, 2028/2029 e 2029/2030.
La deliberazione è stata trasmessa all’Ufficio scolastico regionale per la Puglia, che con nota prot. n. 63205 del 2 novembre 2026 ha avviato le procedure amministrative necessarie per dare attuazione alle decisioni regionali.
Il quadro generale: 565 autonomie scolastiche per la Puglia
Uno degli elementi centrali del provvedimento riguarda il numero delle istituzioni scolastiche autonome.
Il decreto interministeriale n. 118 del 25 giugno 2026, che ha definito i criteri per la determinazione del contingente dei dirigenti scolastici e delle posizioni di lavoro dei funzionari DSGA con incarichi di elevata qualificazione per il triennio 2027/2028-2029/2030, ha assegnato alla Puglia un contingente pari a 565 istituzioni scolastiche.
Il dato rimane invariato rispetto alla programmazione precedente.
Il Piano regionale 2027/2028 si colloca pertanto in un quadro nel quale gli interventi di riorganizzazione non devono determinare né una riduzione né un incremento del numero complessivo delle autonomie scolastiche.
Le modifiche possono essere realizzate attraverso:
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fusioni e divisioni di istituzioni scolastiche, purché rimanga invariato il numero complessivo delle autonomie;
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riequilibrio numerico della popolazione scolastica tra le istituzioni;
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verticalizzazione dei circoli didattici e delle scuole secondarie di primo grado in istituti comprensivi;
- attivazione di nuovi punti di erogazione del servizio scolastico.
È importante distinguere, quindi, tra il mantenimento del numero complessivo delle autonomie e le modifiche che possono interessare le singole istituzioni scolastiche, i plessi, le sedi associate e i punti di erogazione.
Il dimensionamento non si traduce necessariamente nella soppressione di un’autonomia: può comportare anche trasferimenti di plessi, aggregazioni, scorpori e nuove configurazioni organizzative.
Le competenze istituzionali nella programmazione della rete scolastica
Il documento istruttorio allegato alla deliberazione ricostruisce il quadro delle competenze dei diversi soggetti istituzionali coinvolti.
Ai Comuni spetta la presentazione delle proposte relative all’organizzazione delle istituzioni scolastiche del primo ciclo.
Le Province e la Città metropolitana di Bari intervengono nella programmazione dell’assetto delle istituzioni scolastiche del secondo ciclo, oltre a poter esprimere pareri sulle modifiche riguardanti il primo ciclo e a formulare proposte finalizzate al riequilibrio della rete scolastica.
Alla Regione compete la programmazione e l’approvazione definitiva del Piano regionale.
La Regione, in quanto soggetto titolare della programmazione complessiva, può assumere decisioni differenti rispetto alle proposte formulate dagli enti locali, purché adeguatamente motivate e coerenti con gli indirizzi regionali.
Il procedimento per il Piano 2027/2028 è stato avviato con la deliberazione della Giunta regionale n. 1108 del 4 agosto 2026, che ha approvato le Linee di indirizzo.
Nel corso dell’iter sono state acquisite le proposte delle istituzioni scolastiche e degli enti locali, i piani provinciali e i pareri dell’Ufficio scolastico regionale.
Il provvedimento conclusivo rappresenta dunque il risultato di un procedimento articolato, nel quale sono state esaminate le diverse esigenze territoriali e organizzative.
Le modifiche alla rete scolastica del primo ciclo
Una parte significativa del Piano riguarda la riorganizzazione delle istituzioni scolastiche del primo ciclo.
L’obiettivo dichiarato è quello di favorire una maggiore continuità verticale del percorso educativo, superando, laddove possibile, la separazione tra circoli didattici e scuole secondarie di primo grado.
La costituzione degli istituti comprensivi viene considerata uno degli strumenti principali per realizzare una programmazione didattica unitaria, dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di primo grado.
Tra gli interventi riportati nell’Allegato A figurano alcune operazioni particolarmente significative.
Altamura: il II Circolo Garibaldi diventa istituto comprensivo
Ad Altamura viene approvata la trasformazione del II Circolo Didattico Garibaldi in istituto comprensivo autonomo.
L’operazione prevede anche la cessione del plesso G.B. Castelli al CPIA 2 Chiara Lubich.
Per la scuola dell’infanzia del plesso Castelli è previsto il trasferimento dei bambini presso la sede storica di via Settembrini, dove è presente la scuola dell’infanzia Maria Montessori.
L’intervento punta a realizzare un ulteriore istituto comprensivo sul territorio comunale e a completare la verticalizzazione del percorso scolastico.
Bitonto: nuovi assetti e verticalizzazione degli istituti
Particolarmente articolata è la riorganizzazione prevista per Bitonto.
Il Piano prende in considerazione la costituzione di un nuovo istituto comprensivo nelle frazioni di Palombaio e Mariotto, attraverso la riorganizzazione dei punti di erogazione attualmente appartenenti all’IC Caiati-Don Tonino Bello.
È inoltre prevista la costituzione di un nuovo istituto comprensivo urbano, attraverso l’aggregazione di plessi e la riorganizzazione delle istituzioni scolastiche presenti nel territorio comunale.
Il provvedimento interviene anche sull’assetto del I Circolo Didattico N. Fornelli, autorizzando la sua trasformazione in istituto comprensivo mediante l’attivazione di un punto di erogazione di scuola secondaria di primo grado nel plesso Fornelli.
Quest’ultima decisione avrà efficacia dall’anno scolastico 2028/2029 e resta subordinata alla disponibilità di spazi adeguati.
Gli interventi sono motivati dalla necessità di assicurare una maggiore continuità del percorso formativo e un più equilibrato dimensionamento delle istituzioni scolastiche.
Le modifiche al secondo ciclo: sedi, plessi e organizzazione degli istituti
Il Piano interviene anche sull’organizzazione degli istituti di istruzione secondaria di secondo grado.
In questo ambito le decisioni riguardano soprattutto la distribuzione territoriale delle sedi, la riorganizzazione dei punti di erogazione e la razionalizzazione di alcune strutture.
Tra gli interventi riportati nell’Allegato A si segnala, per la provincia di Lecce, la riorganizzazione dell’IISS E. Giannelli.
È previsto il trasferimento delle classi del Liceo Musicale e del Liceo Artistico, indirizzo Audiovisivo e Multimediale, dalla sede di Casarano alla sede di Parabita.
La decisione è collegata alla disponibilità del nuovo edificio scolastico di Parabita, ritenuto idoneo ad accogliere le classi interessate.
Sempre nella provincia di Lecce, il Piano prende in considerazione la soppressione della sede coordinata di Campi Salentina dell’IISS Galilei-Costa-Scarambone, con la conseguente riorganizzazione dei punti di erogazione e la restituzione della sede all’ente proprietario, secondo le condizioni indicate nel provvedimento.
Per la provincia di Taranto sono riportate ulteriori modifiche riguardanti l’organizzazione delle sedi scolastiche e l’utilizzo degli edifici.
In particolare, per l’area di Castellaneta e Ginosa viene esaminata la situazione delle sedi degli istituti tecnici e professionali, con un parere favorevole alla proposta di utilizzo temporaneo di un edificio scolastico, subordinato alle condizioni previste dal Piano.
Il provvedimento conferma, inoltre, che le decisioni riguardanti gli edifici e i punti di erogazione devono tenere conto delle competenze degli enti territoriali in materia di edilizia scolastica e della necessità di garantire ambienti adeguati per lo svolgimento delle attività didattiche.
La provincia di Foggia e gli effetti della sentenza del TAR Puglia
Una parte particolarmente delicata del Piano riguarda la provincia di Foggia.
La questione è collegata alla sentenza n. 553 dell’11 maggio 2026 del TAR Puglia, Sezione Seconda, che aveva annullato, per la parte impugnata, la precedente deliberazione regionale n. 1891 del 30 dicembre 2024.
La controversia aveva reso necessario un nuovo confronto istituzionale e una conferenza di servizi istruttoria, svoltasi il 16 e il 25 giugno 2026.
Con la deliberazione regionale n. 974 del 16 luglio 2026 erano state definite le modalità di ottemperanza alla sentenza, prevedendo che gli assetti oggetto del giudicato trovassero applicazione dall’anno scolastico 2027/2028.
Il nuovo Piano recepisce tale quadro e conferma le determinazioni assunte, integrandole con le valutazioni formulate nel successivo procedimento di dimensionamento.
Tra gli interventi figurano la riorganizzazione di istituzioni scolastiche e la ridefinizione di alcune sedi e indirizzi.
Per San Nicandro Garganico viene presa in considerazione la ricollocazione del Liceo Maria Immacolata e dell’Istituto professionale Domenico Fioritto, con il ritorno della sede associata nell’organizzazione dell’IISS De Rogatis-Fioritto.
Il Piano interviene anche su altre realtà territoriali della provincia, tenendo conto delle determinazioni derivanti dalla sentenza e delle proposte provinciali.
La vicenda conferma quanto il dimensionamento scolastico sia condizionato non soltanto dalle esigenze organizzative e demografiche, ma anche dagli esiti del contenzioso amministrativo e dall’obbligo di dare esecuzione alle pronunce giurisdizionali.
L’integrazione dell’offerta formativa: nuovi percorsi e indirizzi
Il secondo allegato della deliberazione riguarda l’integrazione dell’offerta formativa delle scuole secondarie di secondo grado per il 2027/2028.
È opportuno precisare che il Piano non costituisce una nuova programmazione complessiva di tutti gli indirizzi di studio.
La programmazione triennale 2025/2026-2027/2028 era stata già approvata con deliberazione regionale n. 1891 del 30 dicembre 2024. Per il 2027/2028 è quindi prevista un’integrazione, entro i limiti stabiliti dalle Linee di indirizzo.
Sono ammesse, in particolare:
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l’attivazione di percorsi di secondo livello per l’istruzione degli adulti, compresi i corsi serali;
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l’accreditamento degli istituti professionali per i percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP);
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l’attivazione negli istituti tecnici dell’eventuale indirizzo mancante del biennio, propedeutico agli indirizzi del triennio già presenti;
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il mantenimento di indirizzi di studio che non abbiano ricevuto iscrizioni nei tre anni precedenti, nei casi previsti;
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la riattivazione di alcuni indirizzi nella provincia di Foggia, in attuazione della vicenda amministrativa e giudiziaria già richiamata.
L’Allegato B riporta nel dettaglio le istituzioni scolastiche interessate, i codici degli indirizzi, le richieste presentate, i pareri degli enti provinciali e dell’USR e le decisioni regionali.
Particolare attenzione viene riservata ai percorsi per adulti.
L’Ufficio scolastico regionale, con la nota del 2 novembre 2026, ha infatti precisato che, per gli indirizzi professionali dei percorsi di secondo livello dell’istruzione degli adulti, a partire dalla prima annualità del primo periodo didattico, restano attivabili gli indirizzi previsti dal DPR n. 87/2010 e successive modificazioni.
Per i corsi diurni, invece, gli indirizzi attivabili sono quelli previsti dall’articolo 3, comma 1, del decreto legislativo n. 61/2017.
Una distinzione importante per le istituzioni scolastiche che intendono ampliare o riorganizzare la propria offerta formativa.
Nuovi indirizzi: le condizioni per l’effettiva attivazione
L’approvazione regionale di un nuovo percorso non significa automaticamente che il corso possa essere avviato senza ulteriori adempimenti.
La deliberazione stabilisce precise condizioni.
Le autorizzazioni sono subordinate:
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all’effettiva disponibilità di aule adeguate;
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alla presenza di attrezzature e laboratori rispondenti ai requisiti richiesti;
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alla disponibilità degli spazi per tutta la durata del percorso di studi;
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all’assunzione formale degli oneri di legge da parte dell’ente territoriale competente, con particolare riferimento all’edilizia scolastica;
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alla disponibilità del personale necessario, nei limiti delle risorse umane e finanziarie assegnate dal Ministero.
Si tratta di condizioni sostanziali, che dovranno essere verificate prima dell’effettivo funzionamento dei nuovi percorsi.
La disponibilità di un indirizzo nell’offerta formativa regionale deve quindi trovare riscontro nelle concrete possibilità organizzative e strutturali delle istituzioni scolastiche.
I Poli per l’infanzia: programmazione per il triennio 2027-2030
Il terzo allegato riguarda la programmazione dei Poli per l’infanzia.
La materia si inserisce nel quadro del decreto legislativo n. 65 del 13 aprile 2017, che ha istituito il sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita fino ai sei anni.
In Puglia il sistema è stato ulteriormente disciplinato dalla legge regionale n. 9 dell’8 luglio 2026.
I Poli per l’infanzia rappresentano strutture nelle quali possono essere integrati servizi educativi per i bambini da zero a tre anni e scuole dell’infanzia per la fascia dai tre ai sei anni.
La programmazione regionale riguarda il triennio 2027/2028, 2028/2029 e 2029/2030 e costituisce il presupposto per i successivi adempimenti amministrativi e organizzativi.
Tra le decisioni contenute nell’Allegato C si segnalano:
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Bari: revoca della precedente programmazione del Polo innovativo per l’infanzia nel quartiere Santa Rita, con rinvio della programmazione a una successiva annualità, in relazione al completamento dell’opera;
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Conversano: riconoscimento, ai fini della programmazione, del Polo per l’infanzia di via Giotto, con integrazione dei servizi educativi dell’asilo nido comunale, comprendenti tre sezioni;
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Monopoli: riconoscimento, ai fini della programmazione, del Polo per l’infanzia proposto dal Comune;
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Andria e altri comuni pugliesi: inserimento delle iniziative previste nell’ambito della programmazione regionale, secondo le determinazioni riportate nell’allegato.
La programmazione non coincide ancora con l’automatica attivazione di tutti i servizi. Saranno necessari gli ulteriori adempimenti previsti dalla normativa regionale, comprese le autorizzazioni dei servizi educativi, il riconoscimento del Polo e l’iscrizione nell’apposito registro regionale.
La nota dell’USR Puglia: avviate le procedure operative
Un passaggio importante per l’attuazione del Piano è rappresentato dalla nota dell’Ufficio scolastico regionale per la Puglia prot. n. 63205 del 2 novembre 2026, firmata dal Direttore generale Giuseppe Silipo.
La comunicazione è stata indirizzata ai dirigenti degli Uffici di Ambito territoriale, alle istituzioni scolastiche, alla Regione Puglia, alle amministrazioni competenti e alle organizzazioni sindacali regionali.
L’USR chiede agli Uffici territoriali di procedere alle conseguenti operazioni di variazione e allineamento dell’anagrafe scolastica e di integrazione dell’offerta formativa secondo quanto stabilito dalla deliberazione regionale.
Viene inoltre raccomandata la tempestiva comunicazione all’Ufficio scolastico regionale e alle istituzioni interessate di ogni singola variazione apportata al sistema informativo SIDI.
La comunicazione dovrà indicare in maniera dettagliata:
- l’istituzione scolastica interessata;
- il grado di istruzione;
- la tipologia di modifica;
- il codice meccanografico attualmente utilizzato;
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il nuovo codice derivante dall’applicazione delle decisioni del Piano regionale.
Si tratta di adempimenti necessari per garantire il corretto aggiornamento dell’anagrafe scolastica e la corrispondenza tra le decisioni regionali e i dati presenti nei sistemi informativi ministeriali.
Quali conseguenze per il personale scolastico?
Il dimensionamento scolastico non riguarda esclusivamente gli aspetti amministrativi e organizzativi delle istituzioni.
Le modifiche alla rete scolastica possono produrre conseguenze anche sul personale docente, educativo e ATA, sulla gestione delle sedi e sull’organizzazione del servizio.
La costituzione di nuovi istituti comprensivi, le aggregazioni, gli scorpori e i trasferimenti dei punti di erogazione richiedono una particolare attenzione alla gestione degli organici, alla titolarità del personale, alla continuità del servizio e alla corretta applicazione delle disposizioni contrattuali e delle procedure di mobilità.
Occorrerà verificare, in particolare:
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le conseguenze delle modifiche sull’individuazione delle istituzioni scolastiche di riferimento;
- gli effetti sulle posizioni del personale in servizio nelle istituzioni interessate;
- le eventuali situazioni di soprannumerarietà;
- la corretta applicazione delle procedure previste per la mobilità;
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la gestione amministrativa del personale in caso di aggregazione, scorporo o trasferimento di plessi;
- le ricadute sull’organizzazione delle segreterie e dei servizi amministrativi.
È importante sottolineare che il Piano regionale definisce gli assetti della rete scolastica, ma non determina automaticamente tutte le conseguenze sul personale, che dovranno essere affrontate attraverso i successivi provvedimenti amministrativi e l’applicazione delle disposizioni normative e contrattuali.
Anche per questa ragione sarà necessario seguire attentamente la fase attuativa, verificando che le riorganizzazioni siano accompagnate da adeguate misure organizzative e dalla salvaguardia dei diritti dei lavoratori.
Il ruolo di SNALS Puglia
Il dimensionamento scolastico rappresenta un tema di particolare rilevanza per le organizzazioni sindacali della scuola.
Le modifiche alla rete scolastica devono essere valutate non soltanto in termini di equilibrio numerico delle istituzioni e di razionalizzazione organizzativa, ma anche considerando la qualità del servizio, la continuità didattica, le condizioni di lavoro del personale e le esigenze delle comunità scolastiche.
La salvaguardia delle autonomie e la riorganizzazione dei punti di erogazione devono essere accompagnate da un’attenta valutazione delle conseguenze sull’organizzazione del lavoro.
Particolare attenzione dovrà essere riservata alle realtà territoriali più fragili, ai piccoli comuni, alle aree interne e alle comunità nelle quali la scuola rappresenta un presidio fondamentale di socialità, formazione e coesione.
Il mantenimento di un’istituzione scolastica sul territorio non è infatti soltanto una questione amministrativa: significa garantire alle famiglie e agli studenti un servizio pubblico accessibile e una concreta possibilità di esercitare il diritto all’istruzione.
Conclusioni
Con l’approvazione della deliberazione n. 1485 del 31 ottobre 2026, la Regione Puglia ha definito il quadro della riorganizzazione della rete scolastica per l’anno 2027/2028 e della programmazione dei Poli per l’infanzia per il successivo triennio.
Il mantenimento del contingente di 565 autonomie scolastiche costituisce il dato di riferimento dell’intero Piano, che interviene attraverso operazioni di riorganizzazione, verticalizzazione, aggregazione e ridefinizione dei punti di erogazione del servizio.
Accanto al dimensionamento, assume rilievo l’integrazione dell’offerta formativa del secondo ciclo, con nuove opportunità per i percorsi di istruzione degli adulti e per l’ampliamento di alcuni indirizzi di studio.
La fase successiva sarà quella dell’attuazione concreta delle decisioni regionali, con l’aggiornamento delle anagrafi scolastiche, la definizione dei nuovi assetti organizzativi e la verifica delle condizioni necessarie per il funzionamento dei percorsi autorizzati.
Per il personale scolastico e per le comunità educative sarà fondamentale che la riorganizzazione della rete non si esaurisca in un’operazione amministrativa, ma si traduca in un miglioramento effettivo dell’organizzazione scolastica e della qualità del servizio pubblico di istruzione.
Lo SNALS Puglia continuerà a seguire gli sviluppi del Piano e le successive disposizioni applicative, con particolare attenzione alle ricadute sul personale e alla tutela delle condizioni di lavoro nelle istituzioni scolastiche interessate.
