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SCUOLA, MOBILITAZIONE UNITARIA CONTRO I TAGLI AGLI ORGANICI: SNALS-CONFSAL IN PIAZZA L’11 NOVEMBRE 2026 E ASSEMBLEE NAZIONALI IL 16 NOVEMBRE 2026

CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS-Confsal e ANIEF avviano una mobilitazione congiunta per chiedere al Governo e al Parlamento la cancellazione delle misure previste dalla Legge di Bilancio 2027 che comportano la riduzione degli organici del personale docente e ATA.

La scuola italiana si prepara a una nuova stagione di mobilitazione sindacale. Quattro organizzazioni rappresentative del comparto Istruzione e Ricerca – CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS-Confsal e ANIEF – hanno deciso di unire le proprie forze per contrastare le disposizioni contenute nella Legge di Bilancio 2027 che prevedono tagli agli organici del personale docente e ATA.

L’obiettivo è chiaro: cancellare le misure che determinano una riduzione del personale scolastico, aprendo nel contempo un confronto con il Governo, le forze politiche e i gruppi parlamentari affinché siano riviste scelte considerate penalizzanti per il sistema nazionale di istruzione.

La mobilitazione si articolerà in due momenti nazionali, preceduti da una conferenza stampa.

11 novembre 2026: conferenza stampa e sit-in a Roma

La prima iniziativa è prevista per mercoledì 11 novembre 2026.

Alle ore 11, presso l’Hotel Nazionale, in piazza Monte Citorio a Roma, si terrà una conferenza stampa nella quale le quattro organizzazioni illustreranno le ragioni della mobilitazione e le richieste rivolte al Governo e al Parlamento.

Nel pomeriggio, dalle ore 14 alle 17, è previsto un sit-in in piazza Vidoni, nei pressi del Ministero della Pubblica Amministrazione, per dare visibilità alla protesta e richiamare l’attenzione delle istituzioni sulle conseguenze dei tagli agli organici.

16 novembre: assemblee sindacali in tutte le scuole

La mobilitazione proseguirà lunedì 16 novembre, con assemblee sindacali in orario di servizio, dalle ore 08.00 alle ore 11.00, che coinvolgeranno gli istituti scolastici di tutta Italia.

Le assemblee saranno accompagnate dall’intervento in diretta streaming dei leader nazionali delle quattro organizzazioni sindacali, con l’obiettivo di informare il personale, approfondire i contenuti della Legge di Bilancio e rafforzare la partecipazione alla mobilitazione.

Si tratta di un passaggio importante, perché la contestazione non riguarda soltanto una scelta di politica finanziaria, ma investe direttamente le condizioni di funzionamento delle istituzioni scolastiche e la qualità del servizio di istruzione.

Meno alunni non significa automaticamente meno personale

Al centro della protesta vi è una questione di fondo: il calo demografico non può essere utilizzato come giustificazione automatica per ridurre gli organici della scuola.

Le quattro organizzazioni sindacali evidenziano come la diminuzione della popolazione scolastica non comporti una corrispondente riduzione delle esigenze organizzative, amministrative e gestionali delle istituzioni scolastiche.

Le scuole continuano ad avere edifici da gestire, uffici da organizzare, laboratori da mantenere, servizi da garantire e adempimenti amministrativi che non diminuiscono in proporzione al numero degli alunni.

Il problema riguarda in modo particolare anche il personale ATA, il cui lavoro rappresenta una componente indispensabile per il funzionamento quotidiano delle istituzioni scolastiche. Una riduzione degli organici rischia di aggravare carichi di lavoro già significativi, compromettendo l’efficienza dei servizi e la possibilità di assicurare un’adeguata organizzazione delle attività.

Per quanto riguarda il personale docente, i sindacati indicano una direzione alternativa: utilizzare le trasformazioni demografiche per migliorare l’offerta formativa, favorire l’incremento del tempo scuola e sviluppare una didattica sempre più personalizzata, valorizzando anche le esperienze e gli investimenti avviati attraverso il PNRR.

Una battaglia per la qualità della scuola e per il lavoro

La posizione delle quattro organizzazioni non viene presentata come una contrapposizione pregiudiziale alle scelte del Governo, ma come il risultato di una valutazione di merito sulle misure contenute nella Legge di Bilancio.

Il confronto istituzionale viene considerato un atto di responsabilità, ma deve essere accompagnato da una disponibilità altrettanto concreta da parte del Governo.

Come sottolineano le organizzazioni sindacali, non è coerente dichiarare di voler valorizzare il lavoro nella scuola e, contemporaneamente, introdurre provvedimenti che ne riducono le risorse umane.

La richiesta è dunque quella di aprire un confronto reale e di modificare le disposizioni contestate, cancellando i tagli previsti.

La mobilitazione dell’11 e del 16 novembre assume così un significato che va oltre la difesa dei posti di lavoro: riguarda il futuro della scuola pubblica, la qualità dell’istruzione, la funzionalità delle istituzioni scolastiche e il riconoscimento del ruolo di tutto il personale, docente e ATA.

Difendere gli organici significa difendere la possibilità concreta di garantire una scuola efficiente, inclusiva e capace di rispondere ai bisogni degli studenti e delle comunità.



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