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LEGGE DI BILANCIO, LO SNALS-CONFSAL CHIEDE PIÙ RISORSE PER IL RINNOVO DEL CCNL ISTRUZIONE E RICERCA 2025-2027

I sindacati sollecitano il Governo a stanziare finanziamenti aggiuntivi per tutelare il potere d’acquisto delle retribuzioni e valorizzare il personale della Scuola, dell’Università, della Ricerca e dell’AFAM.

Roma, 21 ottobre 2026 – In vista della prossima Legge di Bilancio, lo SNALS-Confsal rilancia la richiesta di risorse aggiuntive per il rinnovo del CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027, con l’obiettivo di contrastare la progressiva perdita del potere d’acquisto delle retribuzioni e garantire un adeguato riconoscimento economico a tutte le professionalità del comparto.

La questione retributiva rimane centrale per il personale docente, educativo e ATA, nonché per i lavoratori dell’Università, della Ricerca e dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (AFAM). L’inflazione e l’aumento del costo della vita, in particolare dei beni di prima necessità, continuano infatti a incidere significativamente sul valore reale degli stipendi.

Risorse aggiuntive per recuperare il potere d’acquisto

La sottoscrizione, il 1° aprile 2026, dell’ipotesi di CCNL 2025-2027 per la parte economica ha rappresentato un primo riconoscimento dei benefici contrattuali. Tuttavia, come evidenziato dalle organizzazioni sindacali, gli incrementi previsti non esauriscono la necessità di affrontare il problema della perdita del potere d’acquisto e del divario retributivo rispetto ad altri comparti della Pubblica Amministrazione e ai lavoratori di altri Paesi europei.

Per queste ragioni, lo SNALS-Confsal ritiene indispensabile che la prossima manovra finanziaria preveda finanziamenti aggiuntivi, adeguati e destinati alla contrattazione collettiva nazionale, capaci di sostenere un effettivo recupero salariale.

L’intervento dovrà riguardare l’intero personale del comparto, valorizzandone le competenze, le responsabilità e il contributo fondamentale al funzionamento del sistema nazionale di istruzione, dell’università e della ricerca.

La richiesta congiunta delle organizzazioni sindacali

Il 21 ottobre 2026, lo SNALS-Confsal, insieme a FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, GILDA UNAMS e ANIEF, ha rivolto una richiesta formale ai Ministri dell’Istruzione e del Merito e dell’Università e della Ricerca, sollecitando un intervento del Governo in vista della predisposizione della Legge di Bilancio.

Le organizzazioni sindacali chiedono la convocazione urgente di uno specifico incontro per individuare obiettivi e risorse adeguate a garantire la piena valorizzazione del personale e l’effettiva tutela del potere d’acquisto dei salari.

L’iniziativa punta a riaprire il confronto sulle risorse necessarie per il contratto, nella consapevolezza che gli aumenti contrattuali devono misurarsi con l’andamento reale dell’inflazione e con le difficoltà economiche affrontate quotidianamente da lavoratrici e lavoratori.

Investire nel personale significa investire nel futuro del Paese

Per lo SNALS-Confsal, il rinnovo contrattuale non può limitarsi a un aggiornamento formale delle retribuzioni, ma deve costituire una concreta occasione di valorizzazione professionale ed economica.

Occorrono risorse strutturali e una prospettiva finanziaria adeguata, evitando che interventi una tantum o benefici fiscali temporanei sostituiscano finanziamenti contrattuali sufficienti e duraturi.

La richiesta dello SNALS-Confsal è chiara: il Governo e il Parlamento devono garantire risorse aggiuntive per il CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027, affinché il rinnovo possa contribuire realmente al recupero del potere d’acquisto e al riconoscimento del lavoro svolto da tutto il personale.

Investire nelle retribuzioni significa investire nella qualità dell’istruzione, dell’università e della ricerca e, più in generale, nel futuro del Paese.



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