Al momento stai visualizzando LAVORARE A SCUOLA È USURANTE: LO SNALS CHIEDE LA PENSIONE ANTICIPATA SENZA PENALIZZAZIONI PER DOCENTI E ATA

LAVORARE A SCUOLA È USURANTE: LO SNALS CHIEDE LA PENSIONE ANTICIPATA SENZA PENALIZZAZIONI PER DOCENTI E ATA

Riconoscere la gravosità del lavoro scolastico e garantire la possibilità di andare in pensione prima, senza subire riduzioni dell’assegno previdenziale. È l’obiettivo sul quale sta lavorando lo SNALS-Confsal, come ha ribadito il Segretario generale Elvira Serafini in un’intervista a La Tecnica della Scuola.

Il tema del pensionamento anticipato del personale scolastico torna al centro dell’attenzione sindacale. A rilanciarlo è Elvira Serafini, Segretario generale dello SNALS-Confsal, nell’intervista rilasciata ad Alessandro Giuliani per La Tecnica della Scuola, nella quale affronta anche gli sviluppi del rinnovo del CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027 e, in particolare, il sesto incontro politico-sindacale sulla parte normativa, svoltosi all’ARAN il 4 novembre 2026 (vedi nostro articolo).

Tra le questioni maggiormente avvertite da docenti e personale ATA vi è quella dell’età pensionabile. L’allungamento della vita lavorativa, le crescenti responsabilità professionali e il carico di stress che caratterizza quotidianamente le attività scolastiche rendono sempre più urgente una riflessione sulle condizioni di accesso alla pensione.

Il lavoro scolastico è gravoso e richiede un riconoscimento concreto

«Il nostro lavoro è usurante, anche se molti pensano che non lo sia»: è questa una delle affermazioni più significative di Serafini.

Una considerazione che riguarda l’intero comparto, senza distinzioni tra ordini e gradi di scuola e senza escludere il personale ATA.

L’insegnamento non consiste soltanto nella trasmissione di conoscenze. È un’attività che richiede attenzione costante, capacità di gestione delle relazioni, equilibrio emotivo, aggiornamento professionale e disponibilità ad affrontare situazioni spesso complesse. Tutto questo per un’intera giornata lavorativa e, frequentemente, anche oltre l’orario di servizio, tra preparazione delle lezioni, correzione degli elaborati, valutazione, progettazione e adempimenti amministrativi.

La fatica del docente non è sempre immediatamente visibile. Non si misura esclusivamente attraverso lo sforzo fisico, ma anche attraverso il carico cognitivo ed emotivo, la responsabilità educativa e la necessità di mantenere un elevato livello di attenzione per tutto il tempo trascorso con gli alunni.

Particolarmente impegnativo è il lavoro nella scuola dell’infanzia e nella primaria, dove la relazione educativa richiede una presenza continua, un’intensa partecipazione emotiva e un’attenzione costante alla sicurezza e ai bisogni dei bambini. Ma anche nella scuola secondaria, il rapporto con gli studenti, la gestione delle classi, le responsabilità educative e le crescenti complessità organizzative determinano un carico professionale significativo.

Anche il personale ATA è esposto a condizioni di lavoro gravose

Il riconoscimento della gravosità del lavoro scolastico non può riguardare soltanto i docenti.

Il personale ATA svolge funzioni indispensabili per il funzionamento delle istituzioni scolastiche, spesso in condizioni organizzative caratterizzate da carenze di organico, intensificazione dei carichi di lavoro e responsabilità crescenti.

I collaboratori scolastici affrontano quotidianamente attività che comportano movimentazione di carichi, pulizia degli ambienti, vigilanza, assistenza agli alunni e continui spostamenti all’interno degli edifici. Un impegno particolarmente delicato in presenza di alunni con disabilità o con particolari necessità assistenziali.

Gli assistenti amministrativi sono sottoposti a ritmi di lavoro intensi, scadenze ravvicinate, procedure sempre più complesse, responsabilità nella gestione dei dati e continue interazioni con famiglie, personale e uffici esterni.

Gli assistenti tecnici devono garantire il funzionamento dei laboratori, la sicurezza delle attrezzature e il supporto alle attività didattiche, conciliando competenze specialistiche e responsabilità operative.

Anche i DSGA, chiamati a coordinare i servizi amministrativi e contabili, affrontano responsabilità gestionali e organizzative particolarmente rilevanti.

È quindi necessario superare una concezione della fatica lavorativa limitata alle sole attività fisicamente pesanti. Il logoramento professionale può derivare anche dall’esposizione prolungata a stress, responsabilità, carichi mentali e relazionali e dalla necessità di mantenere costantemente elevati livelli di attenzione e autocontrollo.

Pensione anticipata: non basta uscire prima, bisogna evitare penalizzazioni

Il punto centrale della posizione espressa dallo SNALS è particolarmente importante: consentire al personale scolastico di anticipare il pensionamento senza che questa scelta comporti una riduzione penalizzante dell’assegno previdenziale.

Serafini mette in guardia dal rischio di aderire a formule di uscita anticipata che, pur permettendo di lasciare prima il servizio, possono determinare una pensione sensibilmente inferiore alle aspettative.

Una preoccupazione fondata. Il sistema contributivo, il progressivo superamento del sistema retributivo e le modalità di calcolo delle prestazioni previdenziali hanno già prodotto, per molti lavoratori, assegni pensionistici meno favorevoli rispetto al passato.

Per questo lo SNALS non si limita a chiedere una maggiore flessibilità in uscita, ma sostiene una soluzione che riconosca la specificità e la gravosità del lavoro scolastico, evitando che il beneficio di un pensionamento anticipato si traduca in una penalizzazione economica per chi ha dedicato decenni della propria vita alla scuola.

La richiesta, come chiarito dalla Segretaria generale, deve riguardare tutti i cicli scolastici e tutto il personale ATA, senza discriminazioni legate al profilo professionale o all’ordine di scuola.

Una questione da affrontare nella Legge di Bilancio

Il confronto sulla flessibilità pensionistica si inserisce anche nel dibattito sulla Legge di Bilancio 2027, nell’ambito del quale è stata richiamata la disponibilità di risorse destinate a interventi sulla flessibilità in uscita.

Si apre quindi una fase nella quale le organizzazioni sindacali possono sostenere l’introduzione di misure specifiche per il personale della scuola, affinché la gravosità di questo lavoro trovi finalmente un riconoscimento anche sul piano previdenziale.

La richiesta dello SNALS è chiara: non è sufficiente consentire un’uscita anticipata dal servizio se il prezzo da pagare è una riduzione significativa della pensione. Occorre individuare una soluzione legislativa che permetta di anticipare il pensionamento senza penalizzazioni sull’assegno.

Il riconoscimento del lavoro usurante è una questione di equità

C’è un aspetto che merita una riflessione più ampia.

La scuola è un ambiente nel quale le persone lavorano quotidianamente con altre persone, spesso in contesti complessi e con responsabilità che non si esauriscono nella prestazione professionale. Docenti e ATA sono chiamati a garantire attenzione, disponibilità, equilibrio e capacità di affrontare situazioni impreviste per tutta la durata della loro vita lavorativa.

Con il passare degli anni, mantenere gli stessi livelli di energia fisica, concentrazione, prontezza e autocontrollo diventa sempre più difficile. Non si tratta di una diminuzione della professionalità o della motivazione, ma di una condizione umana che deve essere considerata nell’organizzazione del lavoro e nella definizione delle politiche previdenziali.

Riconoscere la gravosità del lavoro scolastico significa anche tutelare la salute dei lavoratori, valorizzare l’esperienza professionale e favorire un ricambio generazionale che consenta l’ingresso di nuove energie nelle istituzioni scolastiche.

La richiesta dello SNALS-Confsal pone dunque una questione che va oltre la semplice flessibilità pensionistica: il diritto di chi ha lavorato per una vita nella scuola a concludere il proprio percorso professionale in condizioni dignitose, senza essere costretto a scegliere tra continuare a lavorare in una condizione di crescente affaticamento e rinunciare a una parte consistente della propria pensione.

La scuola ha bisogno di professionalità, esperienza e motivazione. Ma ha anche il dovere di tutelare chi, per decenni, ha contribuito al suo funzionamento e alla formazione delle nuove generazioni.


L’intervista integrale

L’intervista al Segretario generale SNALS-Confsal, Elvira Serafini, a cura di Alessandro Giuliani, è disponibile su La Tecnica della Scuola:

Leggi l’intervista e guarda il video



📢 Se questo articolo ti è stato utile, condividilo su Facebook per aiutare altri colleghi a rimanere informati.

📢 Seguici anche sui nostri canali social per ricevere, in tempo reale, notizie e aggiornamenti dal mondo della scuola.