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SNALS-CONFSAL, CONFRONTO NAZIONALE A TIVOLI: INDICAZIONI NAZIONALI E RIFORMA DEGLI ISTITUTI TECNICI

La Conferenza dei Segretari regionali e provinciali SNALS-CONFSAL, svoltasi il 7 e 8 ottobre 2026 presso il Grand Hotel Duca d’Este di Tivoli, ha rappresentato un momento di confronto sui principali cambiamenti che interessano il sistema scolastico italiano. I lavori, guidati dalla Segretaria generale Elvira Serafini, hanno affrontato in particolare le nuove Indicazioni nazionali per la scuola dell’infanzia e il primo ciclo, il piano ministeriale di formazione e accompagnamento delle scuole e la riforma degli istituti tecnici, con attenzione alla flessibilità e al mantenimento dell’organico d’istituto.

Una conferenza con interlocutori istituzionali e sindacali

La partecipazione di rappresentanti del mondo sindacale, istituzionale e professionale ha consentito di approfondire questioni che incidono direttamente sull’organizzazione delle istituzioni scolastiche e sull’attività del personale.

Tra gli ospiti figuravano il Segretario generale CONFSAL Angelo Raffaele Margiotta, il magistrato Catello Maresca, la dott.ssa Carmela Palumbo, Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione del Ministero dell’Istruzione e del Merito, Don Aldo Buonaiuto, vicedirettore di Caritas Roma, intervenuto in collegamento, e Cataldo Rusciano, dirigente con funzione tecnico-ispettiva del MIM.

Il programma ha dato spazio sia all’approfondimento delle nuove disposizioni ministeriali sia alle questioni organizzative che accompagnano le riforme scolastiche.

Nuove Indicazioni nazionali: avviato il piano di formazione per le scuole

Uno dei temi centrali della Conferenza ha riguardato le nuove Indicazioni nazionali per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo, entrate a regime dall’anno scolastico 2026/2027.

Nel corso dei lavori, Alessandro Giuliani, direttore di La Tecnica della Scuola, ha intervistato la dott.ssa Carmela Palumbo, che ha illustrato le iniziative predisposte dal Ministero per accompagnare le istituzioni scolastiche nella concreta attuazione delle nuove Indicazioni (Vedi intervista sulla Tecnica della Scuola).

La dirigente ministeriale ha annunciato l’avvio di un piano di formazione articolato in due fasi:

  • Fase nazionale: formazione online, destinata a fornire un quadro generale delle nuove Indicazioni.

  • Fase territoriale: attività curate dagli Uffici scolastici regionali, attraverso laboratori e approfondimenti specifici.

La finalità è accompagnare le scuole e i docenti nella comprensione delle nuove disposizioni e nella loro traduzione nella progettazione didattica.

L’intervento ministeriale non si limita quindi alla pubblicazione di un documento di riferimento: prevede un percorso di accompagnamento che dovrà sostenere le istituzioni scolastiche nella progressiva applicazione delle Indicazioni.

Autonomia scolastica e libertà d’insegnamento: che cosa ha chiarito il Ministero

Un passaggio importante dell’intervista riguarda il rapporto tra le Indicazioni nazionali e l’autonomia delle istituzioni scolastiche.

Palumbo ha chiarito che il Ministero conserva la responsabilità di definire i principi fondamentali e gli obiettivi generali del processo formativo, mentre le scuole sono chiamate a sviluppare il proprio curricolo all’interno di questa cornice nazionale.

Le nuove Indicazioni, pertanto, devono essere lette in relazione al quadro dell’autonomia scolastica e alle prerogative delle istituzioni scolastiche, non come una sostituzione integrale delle scelte progettuali delle singole scuole.

La dirigente ministeriale ha inoltre ribadito che la libertà d’insegnamento nella scelta delle metodologie didattiche rimane immutata.

Il curricolo d’istituto assume così un ruolo fondamentale: è lo strumento attraverso il quale ciascuna scuola traduce i riferimenti nazionali nella propria programmazione generale, tenendo conto del contesto educativo e delle esigenze formative degli alunni.

Perché sono state aggiornate le Indicazioni nazionali

Tra le ragioni che hanno reso necessario l’aggiornamento delle Indicazioni, Palumbo ha richiamato l’evoluzione normativa europea e nazionale e, soprattutto, la rapidità delle trasformazioni tecnologiche.

Questi cambiamenti hanno inciso sugli stili di apprendimento e sulle capacità cognitive degli studenti, rendendo necessario un aggiornamento del quadro di riferimento per l’attività didattica.

Secondo quanto illustrato nell’intervista, le nuove Indicazioni intendono definire con maggiore precisione gli obiettivi generali del processo formativo e valorizzare le discipline nella loro funzione educativa e culturale.

L’intento è offrire ai docenti riferimenti più chiari per la progettazione didattica, mantenendo il collegamento tra gli obiettivi nazionali e le scelte operate dalle singole scuole.

Che cosa devono fare adesso le istituzioni scolastiche

L’entrata a regime delle nuove Indicazioni apre una fase di lavoro che coinvolge direttamente le scuole, in particolare la scuola primaria e la secondaria di primo grado.

La prima attività indicata da Palumbo riguarda la revisione del curricolo scolastico e della programmazione generale. Le istituzioni scolastiche dovranno prendere in carico l’impostazione, i contenuti e gli obiettivi delle nuove Indicazioni, traducendoli progressivamente nelle attività didattiche.

È importante precisare un aspetto sottolineato nell’intervista: le Indicazioni ministeriali sono definite; è la loro concreta attuazione nelle scuole a richiedere un percorso graduale.

Non si tratta, quindi, di un documento ancora da costruire scuola per scuola, ma di un quadro di riferimento che ciascuna istituzione dovrà recepire e sviluppare attraverso la propria progettazione curricolare.

In questo percorso, la formazione e l’accompagnamento territoriale potranno offrire un sostegno importante ai docenti e agli organi collegiali impegnati nell’adeguamento della programmazione.

L’intervista richiama anche il contributo delle associazioni professionali e delle organizzazioni sindacali, chiamate a partecipare al confronto sui cambiamenti che interessano il lavoro nella scuola.

Riforma degli istituti tecnici: flessibilità e mantenimento dell’organico d’istituto

La seconda questione specificamente indicata nel Notiziario riguarda la riforma degli istituti tecnici, con particolare riferimento a due aspetti: la flessibilità e il mantenimento dell’organico d’istituto.

Su questo argomento è intervenuto Cataldo Rusciano, dirigente con funzione tecnico-ispettiva del Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Il tema è rilevante perché le modifiche organizzative e didattiche degli istituti tecnici devono essere considerate anche in relazione alla concreta articolazione dell’offerta formativa e alla gestione delle risorse professionali.

La flessibilità costituisce infatti una questione organizzativa che deve essere letta insieme alla necessità di assicurare un funzionamento coerente dei percorsi scolastici e una corretta gestione dell’organico.

Il mantenimento dell’organico d’istituto è esplicitamente richiamato nel titolo dell’intervento e rappresenta quindi uno dei punti sui quali si è concentrato l’approfondimento.

Il tema merita comunque attenzione da parte delle istituzioni scolastiche e del personale interessato, perché le modalità di attuazione della riforma devono essere valutate anche in relazione alle ricadute organizzative e professionali.

Considerazioni conclusive

La Conferenza di Tivoli ha posto al centro del confronto due questioni importanti per la scuola: l’attuazione delle nuove Indicazioni nazionali nel primo ciclo e la riforma degli istituti tecnici.

Nel primo caso, la sfida riguarda la capacità delle scuole di tradurre gli obiettivi nazionali in curricoli e programmazioni coerenti, valorizzando l’autonomia scolastica e la professionalità docente. Il piano ministeriale di formazione e accompagnamento è destinato a sostenere questo passaggio.

Nel secondo caso, l’attenzione si concentra sulla flessibilità organizzativa e sul mantenimento dell’organico d’istituto, temi per i quali è necessario approfondire la documentazione tecnica presentata durante la Conferenza.

Per lo SNALS-CONFSAL, il confronto con gli interlocutori istituzionali e la diffusione delle informazioni costituiscono strumenti importanti per accompagnare il personale scolastico nei processi di cambiamento e favorire una corretta conoscenza delle novità che interessano il sistema d’istruzione.



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